USA VS ITALY: PRIME IMPRESSIONI

Per chi non conoscesse la mia storia, qui un breve riassunto delle puntate precedenti: sono una mamma italiana trasferita in America con la famiglia per il lavoro di mio marito, Cristian.

Inizialmente avevo capito che ci saremmo trasferiti a Charlotte NC (North Carolina). In realtà la destinazione finale era Hickory, ridente cittadina di provincia sperduta in mezzo al nulla in quel della Carolina del Nord ad un’ora da Charlotte.

Andare a vivere in America era stato il mio sogno sin da adolescente, ma avevo immaginato Los Angeles o New York. Invece, avrei lasciato Roma, “la città eterna”, per trasferirmi in un paesino di provincia!

Piansi. Molto. Poi, riflettendo, è venuto fuori che una città a misura d’uomo sarebbe stata un luogo più adatto per crescere Leonardo.

Infatti, Hickory è nota soprattutto perché è una città ideale per le famiglie… almeno così sosteneva internet! Mi dovevo fidare.

Cristian andò in avanscoperta prima di noi e rimase poco più di un mese in America. Durante le nostre videochiamate mi raccontava com’era la città e la vita.

La prima cosa che mi disse fu: “Dobbiamo comprare una macchina per te appena arrivate!”.

Andando in un paesino speravo, almeno, di risparmiarmi la macchina. Pensavo fosse tutto a portata di mano. Invece no! Sebbene piccola, Hickory è molto estesa. Qua è tutto più grande, del resto non hanno problemi di spazio.

Non ci sono neanche i marciapiedi, o, per lo meno, sono pochi. Se vai in giro a piedi e passa una volante della polizia, si ferma per chiederti se va tutto bene.

Le distanze sono molto lunghe e tra una zona e l’altra della città ci sono ettari di boschi. A proposito: alberi così alti non ne ho mai visti in Italia, sembrano grattacieli con le foglie!

La prima volta che ho visto le strade di Hickory ho pensato che non avrei mai preso la macchina, perché avevo paura. Pur avendo guidato a Roma!

Ecco un breve video di uno degli incroci più grandi della città, dietro casa nostra.

Le corsie sono spesso più più due per lato e gli incroci sembrano piazze infinite. Ci sono anche ulteriori corsie centrali per chi deve girare a destra o sinistra. Attenzione, perché sono condivise per entrambi i sensi.

I semafori sono appesi a dei fili sopra gli incroci e dondolano come panni stesi da un capo all’altro dei palazzi. A proposito di panni stesi… Viva l’asciugatrice! Da quando sono qui in America ho detto addio al mal di schiena ogni volta che stendevo :D!

Nuove abitudini alimentari e non

Alloggiamo in un condominio con piscine, palestra, campi da tennis e da beach volley, che messa così sembra chissà che. In realtà la struttura è un po’ vecchiotta e fatiscente, nonostante la dicitura “luxury apartments”.

C’è la moquette in tutto l’appartamento tranne in bagno e in cucina… vorrei vedé! È pure in sala da pranzo… Qua si usa così, non dappertutto per fortuna, ma la moquette è meno costosa del parquet… “luxury apartments”.

Il trita rifiuti. Visto in tutti i film e telefilm della mia infanzia e oltre… Ce l’abbiamo pure noi qua ^_^.

Vi do una dritta. Non gettate mai le bucce di patate nel trita rifiuti, altrimenti quando lo azionate esce un purea infinito dal buco dello scarico e sistemare il danno richiede davvero l’intervento di un ingegnere :D!

Il bidet… Questo sconosciuto! Il grande assente del bagno. Pare che al suo posto si usi fare la doccia, che va bene… Se la si fa davvero! Se capita di aver bisogno di fare il bidet dopo aver fatto la doccia? Si rifà la doccia? Mh! Donne: in quei giorni quante docce si dovrebbero fare? Mh! 

Il condominio in cui abitiamo

L’aria condizionata in questo paese è sempre a palla. Pinguini e orsi polari ovunque in estate e in inverno! Amen… Tocca vestirsi a cipolla.

Se volete andare a prendere un capuccino e cornetto al bar… Scordatevelo! Qui c’è Starbucks e altre catene come questa. È tutto un franchising di esercizi commerciali.

Una sera, rientrando da fuori città, pensavo che fossimo arrivati a Hickory, perché avevo riconosciuto una sfilza di negozi incastonati in parallelepipedi di cemento, proprio come quelli che abbiamo sotto casa!

Era la cittadina prima della nostra! Eppure, erano gli stessi negozi per di più nella stessa identica sequenza… Oddio! Mi è sembrato di stare nel “Truman Show”.

Il piccolo negoziante non esiste. Solo catene, catene e ancora catene in uguale sequenza e replica. Fa impressione!

Non esiste il giornalaio. L’edicola sta dentro al supermercato. Col tempo ho imparato conoscerli, i supermercati.

Walmart. Aperto h24. Frequentato da quelli che chiamano “Walmarziani”, soprattutto nelle ore notturne! Gente che esce in pigiama piuttosto che in accappatoio e pantofole, bigodini in testa e via dicendo.

I primi tempi andavo in giro con la bocca aperta per la sorpresa. Credetemi, soprattutto per noi italiani, che teniamo all’abbigliamento e all’aspetto in generale, è un vero shock!

Atro shock: vedere le persone in giro con la pistola nella fondina alla cintura! Una volta sono rimasta in un parcheggio aspettando che un tizio con pistola in bella vista (per legge deve essere visibile) fosse fuori portata.

Il cibo è un disastro! Trovi ovunque salsa Alfredo, Italian dressing, maccheroni and cheese, che non appartengono alla nostra cultura, nonostante i nomi affibbiati loro.

Lo zucchero è dappertutto, come il burro, pure nel pane… usano molto lo sciroppo di mais. Ci ho messo un po’ a selezionare i cibi “sani” da portare in tavola. Il sistema che regola le etichette è diverso dal nostro, molto meno dettagliato.

Grazie al cielo c’è Aldi, supermercato tedesco, che però non abbiamo a Roma. C’è anche Lidl a una mezz’oretta da noi, dove trovo i “Pan di stelle” e le “Macine”, non del Mulino Bianco, ovviamente. Ho trovato anche i savoiardi della Vincenzovo! Hai voglia a fare tiramisù… c’è pure il mascarpone Galbani :). Purtroppo il cacao della perugina me lo sogno. Qui c’è la Hershey’s.

In Italia abbiamo una varietà spropositata di biscotti, di ogni foggia e con mille farine differenti. Qui no! Oreo e altri biscottini farciti, cookies pieni di burro e stop.

Del resto la loro colazione non è a base di latte e biscotti, tanto meno di fette biscottate, che però trovo al Publix, altro supermercato.

Cereali: mille mila! Ci mettono di tutto e di più dentro, ma se vuoi dei cereali integrali senza sciroppo di mais, devi cercarli col lanternino.

Caffè. Ci siamo portati la moka dall’Italia. Due in realtà: una da 3 e una da 6… Non si sa mai! Per gli affezionatissimi del caffè italiano niente paura. Illy Caffè c’è. Ho trovato anche un’altra marca che a me piace, Bustelo, sud americano imbustato a Miami… Un signor caffè.

Parentesi. Non è concepibile un paragone tra il caffè americano e l’espresso! Sono due bevande diverse, punto! Bisogna prenderli per quello che sono. Se bevi l’americano lungo non devi pensare all’espresso e vice versa.

La pasta. C’è la Barilla, che è il brand più famoso in tutto il mondo, ma non è certo all’altezza della De Cecco, che pure si trova in alcuni supermercati. Per di più viene prodotta in America, non è importata. Mh!

I tempi di cottura indicati dalle confezioni sono per pasta scotta, come la mangiano qui.

Ristoranti. Per quanto riguarda la carne gli americani sono imbattibili, bisogna dirlo. Con il barbecue se la cavano egregiamente.

Però al ristorante, nell’attesa, ti portano panini dolci caldi con terrine di burro fuso montato a neve… E buon appetito!

Oppure piattini con olio, non extravergine e forse neanche di oliva, con gocce di aceto “balsamico” in cui intingere il pane tutti insieme allegramente… Questo succede in un ristorante italiano gestito da napoletani veri.

Mi hanno spiegato perché. Il palato dell’americano non è lo stesso dell’italiano, quindi anche i ristoranti italiani devono adattarsi agli usi e costumi del paese.

È così anche altrove. Quando andammo in viaggio di nozze in Cina, ad esempio, non trovammo la cucina cinese a cui eravamo abituati in Italia.

Pizza. NCS: Non Ci Siamo! Molle e gommosa. Figuratevi che fanno le margherite con pollo e ananas e non conoscono la pizza con le patate. Anzi, storcono la bocca quando gliene parli :D.

Me viè da ride e pure un po’ da piagne!

A Charlotte, però, abbiamo trovato una pizzeria di un italiano, che  niente meno viene dal quartiere adiacente al nostro a Roma. Com’è piccolo il mondo! La pizza la fa bene.

I ristoranti italiani delle metropoli si avvicinano molto di più alla nostra cucina rispetto a quelli della provincia.

Nel quartiere di Georgetown a Washington, DC, abbiamo mangiato in una pizzeria gestita da italiani… Sembrava di stare a casa. Abbiamo trovato pure la mortadella e la burrata. A quel punto Cristian si è commosso :D! A New York idem. In provincia non è la stessa cosa.

Qui ho trovato delle verdure mai viste in vita mia come le carote rosse (non rape) e gialle e altre verdure a foglia verde con nomi che neanche saprei tradurre. Mangiano le verdure, che noi cuociamo, leggermente sbollentate, praticamente crude: fagiolini, asparagi, broccoli.

Addirittura alle feste dei compagni di scuola di Leo c’erano sempre broccoli e cavolfiori crudi a pezzi da intingere nella salsa tzatziki. “Roba da matti” viene da dire. Provate a portare broccoli e cavolfiori crudi su una tavola italiana? Brividi, vero?

La pizza di Cristian

Ci ho impiegato un po’ ad abituarmi ad alcune cose e a farmene una ragione per altre. Per quanto riguarda la pizza non ci siamo arresi… Cristian ha imparato a fare una pizza da leccarsi i baffi! Ce ne siamo anche inventata una alla pseudo-Amatriciana con bacon e pecorino: di una pesantezza infinita, ma buona! Questa, invece, è l’ultima che ha sfornato: mozzarella, zucchine, peperoni e melanzane!

Queste erano le chicche sulle mie prime impressioni da expat. Ne ho altre da raccontarvi. Piano piano! Per ora vi saluto e vi invito a lasciare commenti anche della vostra esperienza di vita o di viaggio negli Stati Uniti. Come vi siete trovati col cibo? Che impressioni avete avuto? Raccontatemi che sono molto curiosa ^_^

A presto,

Arianna

4 thoughts on “USA VS ITALY: PRIME IMPRESSIONI

  1. Molto bello il racconto! Molte delle cose che hai descritto le rivedo qui in Portogallo, a partire dal mangiare al modo di uscire x andare a fare la spesa (una volta una stava in maglietta mutande e ciabatte😑)! P.S. Noi compriamo solo da Aldi, trovo molte cose italiane… Il n°1! 😉Cmq il mio sogno è venire negli U.S.A!!! Salutami Cristian e Leonardo😘

    1. Grazie Andrea, speravo proprio che qualche altro expat commentasse con la propria esperienza!
      Attento a quello che sogni… Potrebbe diventare realtà LOL 😀

      Arianna

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