UNA MAMMA ITALIANA IN AMERICA

English version

Una sera, rientrando dal lavoro, mio marito mi fa: “Amore, mi hanno fatto una proposta di lavoro molto allettante!”.

Aveva una strana luce negli occhi. Ho capito subito che era qualcosa di grosso… Il lavoro era in America!

Praticamente il sogno di tutta la prima parte della mia vita: andare a vivere in America!

Come molti ragazzi della mia generazione, classe ’76, l’America era vista come un mito, all’avanguardia pressoché in tutti i campi. Tutto quello di nuovo che arrivava in Italia era partito dall’America almeno un ventennio prima.

Beh, mi si sono gonfiati gli occhi di lacrime e mi sono venuti i brividi, mi è pure un po’ girata la testa.

Cristian, mio marito, sapendo del mio sogno, mi ha sempre messo in guardia su quello che desidero: “Se poi si avvera, sei pronta a fare i conti col tuo sogno?”

Ero pronta? Eravamo pronti ad affrontare tutto questo? Anche perché non eravamo soli, c’era anche Leonardo, il nostro bimbo, che all’epoca aveva 3 anni appena compiuti.

Dopo un primo momento di sbandamento, ci siamo messi a tavolino e abbiamo stilato una lista dei pro e dei contro.

Tra i pro figuravano:

  • una vita più agiata dal punto di vista economico
  • la possibilità di imparare bene una delle lingue più parlate nel mondo
  • far crescere Leo bilingue
  • migliorare l’esperienza lavorativa, già ben nutrita, di Cristian
  • crescere come coppia e come famiglia contando solo sulle nostre forze
  • nessun posto di lavoro per me da salvaguardare, dopo la bancarotta fraudolenta dell’azienda per cui lavoravo come grafica pubblicitaria 

Tra i contro campeggiava una parola su tutte, scritta a caratteri cubitali: LA FAMIGLIA!

Valeva pena fare un tentativo, “Adesso o mai più”, ci siamo detti. Era fatta. La decisione era presa, non restava che dirlo ai nostri. Abbiamo spezzato loro il cuore con questa notizia. Soprattutto alle mamme! Ma la famiglia eravamo noi tre.

I papà sono stati molto più comprensivi, forse perché le mamme italiane sono molto attaccate ai figli. Comunque, col cuore in lacrime, ci hanno dato tutti la loro più sincera benedizione. “Vivete la vostra vita!”, ci hanno detto. E così è cominciata la nostra avventura americana.

Gli amici sono stati contenti per noi, ma anche tristi per la separazione. Ricordo che, in tempi non sospetti, ci siamo riuniti davanti a una pizza e una birra a contemplare la possibilità di emigrare tutti insieme. Che disastro per la scelta del paese ^_^. Infatti, non ci siamo mai messi d’accordo!

Da Roma a Charlotte (NC)

Alla fine siamo partiti solo noi tre. Però, sarebbe stato meraviglioso farlo tutti assieme! Almeno avremmo portato un pezzo di casa nostra con noi.

Ed eccoci qua. Sono passati due anni tondi tondi proprio oggi. Era il 21 giugno quando abbiamo preso l’aereo tutti e tre insieme e spiccato il volo verso la nostra nuova vita 🙂

Aspettative? Tante! Difficoltà, pure tante! L’uomo è una creatura che si adatta, i bambini, però, sono sorprendenti per la loro capacità di superare gli adulti nell’abbracciare il cambiamento.

Eravamo tanto preoccupati per Leonardo. Cambiare casa, scuola, amici, lingua. Come avrebbe fatto ad adattarsi a tutte queste novità? Certo non è stato affatto facile, ma ce l’ha fatta alla grande… Oggi parla e capisce la lingua meglio di noi 😀

La cosa più complicata da affrontare quando ti trasferisci in un altro paese è capire come funzionano le cose là. Venendo da un paese occidentale e andando in un altro paese occidentale puoi dare troppe cose per scontate! Presto, però, ti rendi conto che quello che funziona in Italia in un modo, non funziona affatto alla stessa maniera in America. Dalle cose più semplici come fare la spesa, andare a cena fuori o guidare fino all’acquisto di una macchina o di una casa.

Quante volte mi sono detta: “Questo è proprio un altro pianeta!”. Ebbene lo è. Tutto è diverso, ma soprattutto l’America è lontana. È lontana dall’Italia… Siamo sull’altra faccia del globo! Qui è tutto più grande, persino gli insetti… Bleah!

Prima di partire mi sono chiesta più volte cosa avrei fatto in America. Come avrei impiegato il mio tempo? Avevo contemplato l’idea di aprire un blog in cui parlare di questa esperienza, ma non l’ho mai effettivamente fatto. Fino ad ora.

Quattro mesi fa è partito hiamari.com con l’intento di parlare di moda e design. Poi mi sono ritrovata a scrivere più di moda che di design. Chi l’avrebbe detto? In seguito è maturata l’idea di scrivere di moda per mamme, proprio come me! Insomma, l’esegesi di un blog non è sempre lineare, soprattutto per una persona come me che una ne pensa e cento ne fa :D!

Cristian mi aveva detto che gli sarebbe piaciuto scrivere di come funzionano qui le cose, per essere utili ad altri expat che hanno l’opportunità di trasferirsi in America e raccontare dei nostri viaggi alla scoperta di questo paese. Anche se torna a pranzo a casa tutti giorni, cosa che assolutamente non era nemmeno concepibile a Roma, lavora comunque tanto e quindi gli resta poco tempo per rilassarsi e fare tutto quello che ha in mente.

Come sempre, però, ha buone intuizioni e come sempre, per vie traverse, ci arrivo anche io… Prima o poi! Quindi, eccomi qua a scrivere di questa esperienza, ma anche di altro. A questo punto non so dire che direzione prenderà il blog, so solo che voglio dedicarmici e se vorrete accompagnarmi in questo viaggio, sono più che lieta di darvi il benvenuto a bordo ^_^

Arianna

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.