CHI SONO

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Benvenuti sul mio blog!

Io e la manina di Leo

Ciao, mi chiamo Arianna. Sono la mamma di Leonardo. Sí, ho anche un marito 😀 anche se mi sento prima mamma e poi moglie. Non giudicatemi male per questo! 😛

Da quando è arrivata la mia piccola peste la mia vita è radicalmente cambiata.

Ricordo che, appena me lo hanno poggiato sul petto in sala parto, l’ho guardato e devo aver fatto una faccia strana, perché mio marito, Cristian, mi ha chiesto tutto preoccupato: “Che c’è? Non ti piace?”.

In effetti, tra la spossatezza, la preoccupazione e lo stress del parto, il risultato non mi aggradava poi tanto. Il neonato aveva la faccia schiacciata, sembrava uscito in 2D, aveva gli occhi gonfi, tutti i puntini bianchi sul viso rosso rosso e una montagna di capelli neri a spazzola ^_^

Leonardo e Cristian

Il mio primo pensiero fu “Oddio! Adesso Cristian penserà che il figlio sia di qualcun altro”, dato che non somigliava né a lui né tanto meno a me. Però, essendo venuto fuori dalla mia pancia, una cosa era sicura… Era mio! Era anche di mio marito, ovviamente. Potete notare che con gli anni si è trasformato nel suo Mini Me 😀

Dopo questi deliranti pensieri, dovuti a 12 ore e forse più di travaglio, sono tornata in me e ho guardato negli occhi quel piccolo esserino tutto bagnato come un pulcino!

Lui ha ricambiato il mio sguardo e in quell’attimo l’ho riconosciuto come mio! Ancora mi commuovo a pensarci, anche adesso mentre mi trovo a scrivere di questo episodio.

Dopo un paio di giorni di poppate e “annusamenti” reciproci tra mamma e pargolo, ricordo di aver detto a Cristian: “Come abbiamo fatto finora senza di lui?”.

Erano appena due giorni che Leonardo era entrato nella mia vita e mi sembrava di essere nata nuovamente anche io. Era così: ero nata come mamma!

Essere una mamma è una grandiosa avventura. All’inizio è fatta di nottate insonni, preoccupazioni elevate all’ennesima potenza per una colpo di tosse, panico totale, stress oltre misura e mille sensi di colpa. Poi, però, mi hanno detto che… Non migliora affatto! Scherzo ^_^

“E adesso che faccio?”
“Faccio la mamma!”
“Come si fa? Che devo fare? Quando, come e perché?”
“Lo farò, come hanno fatto tutte le mamme del mondo”
“Dov’è il libretto delle istruzioni?”
“Perché questi frugoletti arrivano senza un manuale d’uso?”

La verità è che nessuno può insegnarti ad essere mamma.

Infatti, siamo tutte mamme diverse, abbiamo tutte il nostro unico modo di essere mamma.

E per chi si stesse ancora chiedendo del manuale delle istruzioni… Sono loro il manuale delle istruzioni! I nostri bimbi.

Loro ci dicono come essere la loro mamma. Bisogna saperli ascoltare, capire e aiutare a diventare adulti autonomi, pronti per affrontare il mondo! Perché i figli non sono nostri, ma sono il nostro dono per questo mondo. Io la penso così! 🙂

ESSERE MAMMA, LA MIA STORIA

Essere mamma in Italia non è facile. Purtroppo il nostro paese non eccelle in politiche familiari come i più avanzati paesi scandinavi. Non mi dilungherò in polemiche inutili, le mamme italiane sanno a cosa mi riferisco.

Non è facile, dicevo. Prima di essere mamma sei donna e anche questo non aiuta. Per lo più anche nel resto del mondo non aiuta.

Parlo di stipendi più bassi, a parità di livello rispetto ad un uomo, ma anche di discriminazione rispetto al sesso e all’età. E qui veniamo alla mia storia personale.

Io lavoravo come grafica pubblicitaria per un’azienda, quotata in borsa, che contava circa 400 dipendenti in tre città tra nord, centro e sud Italia.

Dopo la nascita di Leonardo, l’azienda mi ha messo in cassa integrazione.

Non solo me, naturalmente, ma a me l’hanno comunicato il giorno che ho chiamato l’ufficio del personale per parlare del mio rientro in azienda:

“Nessun rientro, sei ufficialmente in cassa integrazione”.

Da qui, per farla breve, l’azienda è finita in banca rotta fraudolenta nel giro di un paio di anni, passando per una fase di mobilità.

Detto questo, per una donna e mamma non è una passeggiata rientrare nel mondo del lavoro. Infatti, sono stata tagliata fuori dal mercato, così come la maggior parte delle mie ex colleghe.

Molte di loro hanno tirato fuori le unghie e si sono rimesse in gioco mettendosi in proprio.

Io vengo da un background di studi letterari, ho studiato da copy writer e sono giornalista pubblicista, solo che non pago più l’albo da circa tre anni, quindi tecnicamente non sono più iscritta nelle loro liste!

Mi sono detta: “Perché pagare se, da quando ho ottenuto il tesserino da pubblicista, nessuno mi fa più lavorare?”

Dovete sapere che una volta ottenuto il tesserino da giornalista pubblicista, che equivale a lavorare circa due anni senza essere pagati, ma versando i contributi per i soldi non percepiti, le testate giornalistiche devono pagarti per legge.

Quindi ricorrono ad aspiranti giornalisti che lavorano gratis per altri due anni. È chiaro il circolo vizioso?

Spero che oggi la situazione sia migliorata. Chiusa parentesi.

Una mia ex collega tempo dopo la chiusura dell’azienda si è trasferita in Inghilterra ed è diventata cake designer. Parlo di lei in questo post.

“Che coraggio!”, ho pensato. Poi, ho scoperto che molte di loro si sono trasferite all’estero anche con la famiglia e si sono reinventate, chi in un modo, chi in un altro.

“Uau, ho ripensato, che cambiamento radicale!”

E poi è arrivata una proposta di lavoro molto allettante per mio marito. Negli Stati Uniti.

Per noi si apriva una nuova porta e non ci siamo fatti scappare questa ghiotta occasione.

Ed eccoci qua in quel della Carolina del Nord a vivere la nostra esperienza americana.

SONO NEGLI STATES… E ADESSO?

Le mie ex colleghe sono state di grande ispirazione per me. Allora ho cominciato a pensare… “Cosa posso fare io per reinventarmi?”.

L’America è la terra delle opportunità, quindi dovevo approfittarne!

Soli, senza parenti o amici e con un bimbo piccolo era una gran fortuna che potessi stare a casa a crescerlo senza dovermi più preoccupare di portare a casa lo stipendio.

Però con le mani in mano non so stare… Dovevo trovare qualcosa da fare!

Ho cominciato a produrre bigiotteria artigianale che vendo in una caffetteria molto accogliente del centro cittadino.

Sorprendentemente, ho cominciato a vendere molto e a guadagnare qualche soldino.

Questa cosa mi ha riempito di orgoglio e mi ha ridato fiducia in me stessa, pur essendo una piccola cosa… Posso fare delle cose da me e guadagnare. Che bello!

Non era ancora abbastanza. La mia parte letteraria premeva per venire fuori. Ho moltissimi scritti nel cassetto, che probabilmente nessuno leggerà mai.

Questo soddisfa la voglia di scrivere, ma se nessuno ti legge, la voglia è soddisfatta solo a metà 😛

Come potevo scrivere ed avere lettori?

… Con un blog! Avrei aperto un blog ^_^

Ma di cosa avrei scritto?

Ho cominciato a buttare giù qualche idea, ad informarmi su internet circa cosa scrivere in un blog.

“Scrivi di ciò che ti appassiona” tuonava ogni pagina web sull’argomento. A me piace il design, la moda e sono una mamma italiana che vive in America!

È così che è nato Hiamari!

PERCHÉ HIAMARI

Prima cosa: trovare un nome per il mio blog!

Non sapendo ancora con esattezza di cosa avrei scritto non ho voluto legare il nome del sito ad un argomento specifico.

Perché ciò non mi avrebbe permesso di aggiustare il tiro qualora ne avessi avuto bisogno.

Dopo giorni e giorni di brainstorming con me stessa, finalmente è venuto fuori il nome.

Come ci sono arrivata? Beh, se non potevo essere specifica su un argomento, dovevo tenermi sul generico.

Non volevo usare il mio nome come fossi un grande marchio, mi sembrava una scelta troppo egocentrica.

Di solito quando incontri qualcuno per la prima volta, ti presenti.

Lo stesso ho fatto io con il mio blog. Mi sono presentata: “Ciao, sono Arianna!”, che in inglese diventa “Hi, I’m Ari”e sul web “Hiamari”!

Avevo la testa piena di argomenti da trattare. Dalla nostra esperienza americana a ciò che mi piaceva come il design e la moda.

Ho ancora la testa piena di idee, beninteso. Devo solo raccoglierle per potervele presentare al meglio! ^_^

Man mano che creavo contenuti per il mio blog, ho notato che scrivevo molto più di moda che di design. Andando avanti ho cominciato a scrivere di moda per le mamme, proprio come me.

Quindi, ho pensato che potessi rivolgermi ad un pubblico di mamme e, perché no? Neo-mamme e quasi mamme!

La cosa mi ha esaltata parecchio, soprattutto perché mi stuzzicava l’idea di creare un rapporto con le altre mamme! ^_^

Scrivere in una lingua che non è la mia mi rallenta un po’ nel lavoro, ma è anche un’occasione per migliorare il mio inglese e per raggiungere più mamme possibile in tutto il mondo!

Per non tagliare fuori le mie mamme italiane, ovviamente i contenuti saranno disponibili anche in italiano! Evviva!

Che meraviglia l’Internet, che ci unisce da un capo all’altro del pianeta e ci fa comunicare e scambiare consigli ed esperienze, ci fa sentire più vicine, tutte.

La lingua può essere diversa, il paese diverso, la cultura diversa, ma le mamme, nonostante queste differenze, sono unite in tutto il mondo da esigenze e problemi comuni. Soprattutto dall’amore per i loro bimbi!

COSA VOGLIO FARE?

Quindi, eccomi qua a parlare della vita americana di una famiglia expat italiana, di moda e di tutto quello che riguarda la mia esperienza di mamma e di blogger, che può tornare utile anche a voi… Che emozione!

Una cosa alla volta! Il blog è online solo dal 23 febbraio 2018.

È ancora un baby-blog ^_^ e vorrei farlo crescere e prosperare con il vostro sostegno.

Quindi, se avete idee o argomenti da suggerirmi non esitate a contattarmi a questo indirizzo e-mail: arianna@hiamari.com

Vi invito, inoltre, a lasciare commenti ai miei post, così posso conoscervi meglio e proporvi esattamente quello che state cercando!

Sono molto entusiasta all’idea di imbarcarmi in questa avventura con voi mamme di tutto il mondo!

Grazie fin da subito per il vostro supporto di lettrici! Mi auguro che i miei post vi siano di aiuto^_^

Arianna

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